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Orologio a carro trionfale con automi

Augusta , 1610

Descrizione
Orologio a carro trionfale con automi

I più sofisticati orologi rinascimentali, molti dei quali includono automi, furono realizzati per le wunderkammer (camere delle meraviglie) della nobiltà nord europea da artigiani specializzati ad Augusta, in Germania meridionale. Il carro di Diana è un automa da tavolo (Tischautomat) destinato a stupire gli ospiti muovendosi da un commensale all’altro. La giovane donna, Diana, dea della caccia, siede su un trono dorato, finemente inciso sui fianchi laterali, dove risiedono due quadranti di un orologio (a destra) e di una suoneria (a sinistra) in argento con smalti traslucidi champlevé con motivi decorativi a fiori e uccelli (ora parzialmente mancanti). L’orologio nascosto dentro al trono fa muovere gli occhi di Diana. Gli spigoli del trono sono ornati da volute con piccole cariatidi realizzate in fusione di bronzo.
Lo schienale del trono è decorato con un motivo a cartigli arricciati d’argento, così come le sponde laterali. Il trono è montato su una piastra di ottone dorato incisa con motivi a grottesche, fissata a sua volta all’affusto del carro. Quest’ultimo, in legno ebanizzato, è ornato sui fianchi da rosette e fastigi in argento ed è munito di quattro ruote di bronzo dorato. Sul retro del carro, su un predellino, è seduta una scimmia con un collare d’argento e un frutto nella mano destra. Alla parte anteriore del carro sono legati, mediante due catene d’argento fissate ai collari, due felini(leonesse o pantere) in atto di balzare in avanti,con le zampe posteriori incernierate a una lamina di ottone dorato incisa con motivi floreali. I tre animali sono in bronzo dorato, realizzati mediante fusione; i manti sono finemente lavorati a creare l’effetto della pelliccia e le teste sono separabili dal corpo.
Le catene terminano su un timone retto da un piccolo leone rampante. L’automatismo contenuto all’interno dell’affusto fa avanzare il carro, oscillare i corpi dei due felini in moto alternato, dando quindi l’impressione che siano essi a trascinare il carro, e fa ruotare le loro teste, insieme a quella della scimmia seduta a tergo. I meccanismi dell’orologio e della suoneria sono contenuti nella seduta del trono, visibili attraverso vetri montati sulle facce anteriore e posteriore del trono stesso. Nel quadrante di sinistra sono contenuti i fori di carica dell’orologio e della suoneria; il foro di carica dell’automatismo del carro si trova sul fianco destro dell’affusto.
I drappi d’argento che coprono il seno e il fianco di Diana, come pure le volute arricciate dello schienale e delle sponde laterali del trono, fissati rozzamente e di esecuzione più grossolana, sono probabilmente aggiunte successive. L’automa fu presentato da Gian Giacomo Poldi Pezzoli all’Esposizione storica d’arte industriale in Milano del 1874, nel cui catalogo l’oggetto è menzionato nella sezione del “Piccolo mobilio”con la seguente descrizione: “Orologio da camino; lavoro tedesco del sec. XVI; rappresentante Diana su un carro tirato da leoni”. Nell’ inventario successivo alla morte di Poldi Pezzoli, nel 1879, il valore stimato dell’oggetto era di 2000 lire. In Maurice – Mayr (1980) si riferisce di tre altri esemplari di questo particolare tipo di automa,di cui due in collezioni pubbliche (HistoriskaMuseet di Stoccolma, Yale University Art Gallerydi Boston). Esiste una tradizione tipicamente germanica di produzione di giochi da tavola(Tafelspiel) o giochi potori (Trinkspiel) legati alla celebrazione della caccia, in cui protagonista assoluta è Diana. Molti di questi automi erano in realtà recipienti per liquidi che, mossi da meccanismi nascosti nella base, venivano utilizzati sulle tavole.

Scheda tecnica

Artista

Augusta

Data

1610

Materia e tecnica

bronzo (doratura); ottone (doratura); argento; legno di ebano

Dimensioni

altezza 305 mm; larghezza 410 mm; profondità 170 mm

Acquisizione

legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli, 1879

Inventario

1149
collezione
Orologi meccanici

Quasi 500 pezzi compongono la più importante collezione di orologeria antica in Italia, arricchitasi nel tempo grazie a donazioni provenienti dalle collezioni di Bruno Falck, Luigi Delle Piane, Alfredo Zanotelli, Angelo Reina. La raccolta fornisce una panoramica della storia dell’orologeria europea dal XVI al XIX secolo, attraverso esemplari da tavolo rinascimentali e barocchi, e orologeria da persona tedesca, inglese, francese e svizzera. Pezzi eccezionali non solo per la meccanica ma anche per la lussuosa decorazione della cassa.

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