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Madonna con il Bambino

Vincenzo Foppa , ca. 1495 - 1500

Descrizione
Madonna con il bambino

La tenerezza tra Madre e Figlio è espressa nel gesto di Gesù che accarezza il viso di Maria. I loro sguardi non si incontrano, e la tristezza dei volti è forse una premonizione del futuro Sacrificio di Cristo. Il drappo di velluto, a destra, giallo e lumeggiato d’oro è decorato da un grande fiore di cardo, che allude anch’esso alla Passione di Cristo. A sinistra, si apre un bellissimo paesaggio solcato da un corso d’acqua, tracciato con rapide e sintetiche pennellate. Nell’aureola della Vergine si legge l’iscrizione in latino: “GENUISTI EUM QUI TE FECIT”, partoristi colui che ti creò.

Nella gamma cromatica sobria ed essenziale del dipinto dominano il rosso dell’abito e il blu scuro del manto della Vergine.

I piani di profondità sono scanditi chiaramente: da quello più vicino allo spettatore, con il parapetto su cui è appoggiato un libro di preghiere aperto, a quello nel quale sono collocate le figure della Vergine e del Bambino – che occupano uno spazio tridimensionale, quasi a simulare l’effetto di una scultura a tutto tondo – allo sfondo, definito dalla linea di orizzonte del paesaggio. Il dipinto, tra le più alte creazioni della maturità del pittore, è databile verso la fine del XV secolo.

Scheda tecnica

Artista

Vincenzo Foppa, Brescia, documentato dal 1450 al 1515/1516

Data

ca. 1495 - 1500

Materia e tecnica

tavola (pittura a tempera)

Dimensioni

61 cm x 38 cm

Acquisizione

legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli, 1879

Inventario

1643
ubicazione
Salette dei Lombardi

Nelle tre sale sono esposti dipinti lombardi del Rinascimento, realizzati negli anni (1450-1535) in cui Milano e la Lombardia furono governate dagli Sforza, che diedero vita ad una delle più splendide corti d’Europa. Sono per la maggior parte tavole per la devozione privata, acquistate da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel secondo Ottocento.

A partire dal 1450, Vincenzo Foppa contribuì a dare una nuova identità all’arte lombarda e a questo rinnovamento si aggiunse nell’ultimo quarto del Quattrocento la presenza a Milano dell’architetto urbinate Donato Bramante e del fiorentino Leonardo da Vinci

Grazie a Leonardo si sviluppò una scuola artistica che trasse dai suoi insegnamenti il sapiente uso dello sfumato, lo studio attento della natura, la resa movimento e dei moti dell’animo delle figure.

Nelle sale sono presenti opere sia dei suoi allievi come Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, sia di artisti che si confrontarono con lui come Bernardo Zenale, Giampietrino, Cesare da Sesto, Andrea Solario, e Bernardino Luini.

Dal 1951 sono esposte sul soffitto le tavolette che decoravano Palazzo Vimercati di Crema (1500 circa). Erano una decorazione tipica dei soffitti di edifici pubblici e privati in Lombardia tra Gotico e Rinascimento.

La nuova illuminazione è stata offerta dall’Associazione Amici del Museo Poldi Pezzoli.

collezione
Dipinti

Tra i più di 300 dipinti, il vasto gruppo di opere italiane del Rinascimento comprende capolavori toscani (Botticelli, Piero della Francesca, Pollaiolo), lombardi (Luini, Boltraffio, Solario) e veneti (Bellini, Mantegna). Significativo anche il nucleo di dipinti del Settecento italiano (Guardi, Canaletto, Tiepolo, Fra Galgario). Prevalgono ritratti e dipinti di piccolo formato.

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