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Compianto sul Cristo morto

Sandro Botticelli , 1495 - 1500

Descrizione
Compianto sul Cristo morto di Sandro Botticelli

Il dipinto, una delle più drammatiche realizzazioni della tarda attività di Sandro Botticelli, raffigura il momento in cui Gesù viene trasportato al sepolcro. In primo piano il corpo di Cristo giace sulle ginocchia della Madonna, svenuta, che è sostenuta da San Giovanni Evangelista. Maria Maddalena, anch’essa in rosso come San Giovanni, abbraccia i piedi di Gesù ed ha gli occhi serrati. Le altre due pie donne sono raffigurate sulla destra e sulla sinistra della tavola: la prima sostiene il capo del Salvatore, mentre la seconda, in preda alla disperazione, si nasconde il volto nel manto.
In secondo piano, stagliato contro il fondo nero, che allude alla tomba scavata nella roccia, si erge Giuseppe d’Arimatea: le mani levate ostentano la corona di spine e i chiodi della croce, mentre lo sguardo, rivolto verso l’alto, riconduce il senso del dramma terreno all’imperscrutabile disegno divino.La tavola mostra la svolta stilistica che, fin dai primi anni novanta del Quattrocento, subisce la pittura di Botticelli in relazione al nuovo, intenso sentimento religioso suscitato in lui dall’ascetica predicazione del frate domenicano Gerolamo Savonarola che investì tutta la città di Firenze. Il richiamo di Savonarola a una religiosità più severa e partecipe, insieme al disorientamento provocato dalla morte di Lorenzo de’ Medici, signore di Firenze e grande mecenate, avvenuta nel 1492, determinano nell’artista uno stato di profonda inquietudine spirituale.
Il dipinto, realizzato intorno al 1495, appartiene a una fase tarda della produzione dell’artista, caratterizzata dal contrasto tra il mondo della cultura umanistica, con le sue componenti cortesi e paganeggianti, e quello del rigore ascetico e riformatore di Savonarola, che portò Botticelli a un ripensamento e a una crisi mistica, evidente nelle sue opere, in cui i soggetti, quasi esclusivamente religiosi, si fanno sempre più introspettivi, e le scene diventano più irreali.L’elaborata e complessa composizione è molto drammatica ed è caratterizzata da un ritmo frammentario e sincopato. Le figure che si stringono attorno a Cristo formano un gruppo compatto; i loro occhi sono chiusi, oppure coperti dalle mani, perché incapaci di sostenere la vista di quel corpo senza vita. La posa di Cristo sembra derivare da quella di Meleagro morto scolpita sull’omonimo sarcofago di Villa Doria Pamphilj a Roma. Le forzature espressive e gestuali e l’utilizzo dei soli colori primari (blu, rosso e giallo) come violente accensioni cromatiche, accentuano il pathos della scena, nella quale Botticelli mostra di avere abbandonato la grazia e la serenità delle sue prime opere.
Vi si trova una più libera disposizione dei soggetti nello spazio che prelude a una sensibilità nuova, che si diffonderà nel Cinquecento. La composizione raggiunge una straordinaria efficacia visiva proprio grazie alla concatenazione delle braccia della Vergine e di San Giovanni e al ruolo eccezionale che assume la disposizione delle mani nel ritmo dell’immagine. Sulla superficie pittorica l’artista ha steso con grande profusione lumeggiature d’oro. Il Compianto del Poldi Pezzoli è stato identificato con la pala di un piccolo altare funerario addossato a un pilastro della chiesa fiorentina di Santa Maria Maggiore, presente ancora alla metà del Cinquecento. Le tracce documentarie della tavola si perdono nel XVIII secolo, prima che essa venisse acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli il 12 marzo del 1879, soltanto un mese e mezzo prima della morte del collezionista. L’opera è contemporanea alla Crocífissione mistica del Fogg Art Museum di Cambridge, Mass. (inv. 1924.7), e posteriore di qualche tempo al Compianto sul Cristo morto della Alte Pinacotek di Monaco di Baviera, che sviluppa lo stesso tema ma in senso orizzontale.

Scheda tecnica

Artista

Sandro Botticelli, 1445-1510

Data

1495 - 1500

Materia e tecnica

tavola (tempera)

Dimensioni

106 cm x 71 cm

Acquisizione

legato Gian Giacomo Poldi Pezzoli, 1879

Inventario

1558
ubicazione
Salone Dorato

Il Salone Dorato è la stanza più importante del Museo e ospita i capolavori di pittura della collezione Poldi Pezzoli. Concepito secondo i dettami dello stile rinascimentale, è stato progettato per essere il salone d’onore dell’appartamento di Gian Giacomo. Dopo la morte del collezionista, Giuseppe Bertini ha portato avanti i lavori: sfortunatamente sia il soffitto a cassettoni dorati, sia gli affreschi, dipinti dallo stesso Bertini, sia le decorazioni in stoffa damascata che rivestivano le pareti, sono stati distrutti dai bombardamenti. L’attuale sistemazione museografica risale agli anni Novanta. Tra le opere esposte si possono ammirare il Ritratto di Dama attribuito a Piero del Pollaiolo e diventato simbolo del Museo, l’Imago Pietatis di Bellini, il Compianto sul Cristo Morto di Botticelli, la Madonna con Bambino di Mantegna e San Nicola da Tolentino di Piero della Francesca. Nella vetrina che separa il Salone Dorato dalla Sala degli Stucchi sono esposte le collezioni di porcellane e maioliche.

collezione
Dipinti

Tra i più di 300 dipinti, il vasto gruppo di opere italiane del Rinascimento comprende capolavori toscani (Botticelli, Piero della Francesca, Pollaiolo), lombardi (Luini, Boltraffio, Solario) e veneti (Bellini, Mantegna). Significativo anche il nucleo di dipinti del Settecento italiano (Guardi, Canaletto, Tiepolo, Fra Galgario). Prevalgono ritratti e dipinti di piccolo formato.

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