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Busto del vescovo Ulpiano Volpi

Alessandro Algardi , 1640 - 1650

Descrizione
Busto del vescovo Ulpiano Volpi

Ulpiano Volpi fu un personaggio ecclesiastico di rilievo del primo Seicento: di origine comasca, arcivescovo di Chieti e vescovo di Novara, visse prevalentemente a Roma, presso la curia papale, dove ricoprì importanti incarichi. Il ritratto fu ricavato probabilmente da una maschera mortuaria, cioè da un calco in gesso preso direttamente dal volto del defunto. Lo scultore bolognese Alessandro Algardi fu tra i protagonisti del barocco romano. Il busto, databile agli anni quaranta del Seicento, segna un momento di singolare avvicinamento dell’artista all’opera di Gian Lorenzo Bernini, tanto che per un lungo periodo questo bronzo fu attribuito a Bernini stesso.

Scheda tecnica

Artista

Alessandro Algardi, 1598-1654

Data

1640 - 1650

Materia e tecnica

bronzo;

Dimensioni

57.5 cm x 60.5 cm x 35 cm

Acquisizione

1891

Inventario

0410
ubicazione
Sala degli Stucchi

La Sala degli Stucchi è la prima sala storica del piano nobile, dove sono da sempre custodite le collezioni di porcellane e maioliche del Museo. Gian Giacomo Poldi Pezzoli ha acquistato personalmente la quasi totalità dei pezzi in mostra, seicentocinquanta circa, esposti in una vetrina costruita nel 1880 per dividere la Sala degli Stucchi dal Salone Dorato. La sezione delle porcellane di Meissen, senza dubbio la più ricca e significativa, copre la produzione della manifattura dal 1720 alla seconda metà dell’Ottocento, e comprende servizi da tavola, statuette e oggetti vari. Al tempo di Gian Giacomo la Sala degli Stucchi, chiamata Sala Gialla, aveva decori a stucco in stile Rococò, distrutti nel ’43 e parzialmente ricostruiti secondo i modelli originali.

collezione
Sculture

Pochi esemplari ma di elevata qualità tra cui spiccano una monumentale statua bronzea del Redentore eseguita a Venezia agli inizi del XVI secolo e un busto ritratto di Alessandro Algardi. Importante è il nucleo di sculture ottocentesche di Lorenzo Bartolini, che lavorò per Rosa Trivulzio, madre del collezionista, tra cui la Fiducia in Dio.

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