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Il restauro del Salone Dorato

GIUGNO – SETTEMBRE 2026
Il Museo Poldi Pezzoli e il World Monuments Fund insieme per un restauro straordinario.
Un’alleanza internazionale per restituire al cuore del museo la sua forma originaria. Il progetto di recupero del Salone Dorato segna anche il lancio di World Monuments Fund Italia.

C’è un soffitto in cartongesso che nasconde qualcosa.
Sotto, intatto dalla metà dell’Ottocento, l’arco marmoreo della serliana originale, progettato da Lodovico Pogliaghi con elementi in bronzo di Giuseppe Speluzzi, aspetta di essere riportato alla luce.

È questa la scoperta al centro del progetto di recupero del Salone Dorato, l’ambiente di rappresentanza del Museo Poldi Pezzoli che ospita i maggiori capolavori del Rinascimento della collezione. Un progetto che il museo realizza con il sostegno del World Monuments Fund, una delle principali istituzioni internazionali per la conservazione del patrimonio culturale, presente in Italia sin dal 1966 con oltre cento interventi completati.

Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli, fotografia Alinari, fine XIX secolo.
Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli, fotografia Alinari, fine XIX secolo.
Nella fedele riproduzione si riconoscono il soffitto a cassettoni dorato, le pareti affrescate e alcuni dei capolavori della collezione, tra cui la Dama di Piero del Pollaiolo. L’intero apparato decorativo andò distrutto nei bombardamenti dell’agosto 1943.

Un salone da restituire
alla storia

Concepito nella metà dell’Ottocento come ambiente architettonico e artistico unitario, il Salone Dorato era caratterizzato da un soffitto a cassettoni dorato, pareti in damasco di seta gialla, una monumentale serliana affacciata sul giardino e dipinti esposti su cavalletti d’epoca. Un’invenzione museografica all’avanguardia, che avrebbe influenzato istituzioni come l’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston e la Frick Collection di New York.
I bombardamenti dell’agosto 1943 distrussero soffitto, rivestimenti e apparato decorativo. Gli interventi del dopoguerra frammentarono ulteriormente lo spazio, occultando gli elementi superstiti. Dal 1951 ad oggi il Salone ha subìto ulteriori trasformazioni, fino al soffitto in cartongesso degli anni ’70 che cela ancora oggi la serliana originaria.

Edificio abbandonato e in rovina con pareti crollate, finestre vuote, travi esposte e detriti sparsi sul pavimento. Immagine in bianco e nero.
Salone Dorato, bombardamenti 1943

Il progetto

Le recenti indagini hanno rivelato che l’arco marmoreo della serliana è rimasto intatto sotto le modifiche del dopoguerra. Il progetto, redatto dall’architetto Piero Guicciardini, prevede la rimozione del soffitto del 1974 e il ripristino della volumetria originaria della sala, restituendo alla serliana le sue decorazioni in marmo e bronzo. Per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale, i pannelli del soffitto rinascimentale e gli arazzi storici potranno tornare nella loro collocazione originaria.

Il percorso didattico che accompagnerà il restauro permetterà ai visitatori di comprendere le diverse fasi della storia del Salone: dalla creazione ottocentesca, alla distruzione bellica, fino alla reinterpretazione del dopoguerra.

World Monuments Fund Italia

Il progetto coincide con il lancio di World Monuments Fund Italia, il nuovo capitolo italiano dell’organizzazione fondata nel 1965 a New York. Una presenza che affonda le radici nel legame storico tra il WMF e il nostro Paese: fu proprio l’Italia, prima la Torre di Pisa, poi le alluvioni di Venezia del 1966, a ispirare la nascita dell’organizzazione e a definirne la missione globale.


“Oggi più che mai è necessario ribadire che la tutela del patrimonio culturale è una responsabilità condivisa. Siamo orgogliosi che il nuovo capitolo del World Monuments Fund inizi proprio con il Salone Dorato, dove sono racchiusi i capolavori rinascimentali del Museo Poldi Pezzoli.”
Alessandra Quarto, Direttrice del Museo Poldi Pezzoli

museo poldi pezzoli

Museo Poldi Pezzoli

Nel centro di Milano, a pochi passi dal Duomo e dal Teatro alla Scala, il museo Poldi Pezzoli vi aspetta! Inaugurato nel 1881, era la casa del nobile milanese Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879). Appassionato collezionista d’arte, vi aveva raccolto non solo dipinti, ma anche sculture, tappeti, pizzi, armi e armature, oreficerie, orologi, porcellane e vetri.

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EDUCAZIONE

Servizi educativi

Il Museo ha avviato attività didattiche dal 1974 attraverso visite guidate, laboratori, percorsi specifici e pubblicazioni studiati per ogni tipo di pubblico, dalle scuole di ogni ordine e grado, agli adulti. 

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EDUCAZIONE

Proposte e attività

I Servizi Educativi del Museo Poldi Pezzoli conducono i visitatori di ogni età alla scoperta delle collezioni con percorsi e attività studiati in base alle specifiche esigenze di ogni categoria di pubblico.

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Perchè visitare il Museo Poldi Pezzoli

perché è una casa-museo che nelle sale storiche ha mantenuto il fascino di una dimora ottocentesca.
per conoscere la storia
di un grande
collezionista milanese.
per la varietà delle raccolte
che spaziano dall’archeologia all’Ottocento.
per ammirare capolavori di grandi artisti come Pollaiolo, Mantegna, Botticelli, Raffaello, Piero della Francesca, Tiepolo, Canaletto, Hayez.
per le straordinarie collezioni
di orologi solari e meccanici,
vetri di Murano
e porcellane di Meissen.
per scoprire un palazzo storico affacciato su uno splendido
giardino nascosto
e una romantica Orangerie.

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